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Con enorme felicità riporto un post pubblicato su facebook da una nostra cara tifosa nonchè assidua frequentatrice del nostro sito, quale ringraziamento per un articolo con dedica da parte di Consiglio Di Giacomo:

Manola Nerazzurra ciao fratello..sono andata sul sito ufficiale di San Salvo e ho ancora le lacrime agli occhi..volevo ringraziarti per avermi dedicato la vittoria dei nostri ragazzi contro il Twente..quando l ho letto sono rimasta senza parole. Qualsiasi cosa scrivi e' un emozione unica..SEI GRANDE e grazie ancora di cuore !!!



Gabriella, attenta tifosa nerazzurra, nonché socia del nostro club ci manda il bellissimo articolo di beppe Severgnini, che noi Vi giriamo

da Corriere della Sera del 17/5/09 (Beppe Severgnini)

Ormai abituati a vincere
Welcome back «bauscia»
Vecchi atteggiamenti. Prisco sarà contento. In materia d’umiltà, abbiamo dato
Che nessuno s’azzardi a dire: «Un altro? Che noia». Aver vinto 17 scudetti vuol dire raggiungere il Milan — ieri strapazzato dai bianconeri per la seconda volta in 6 giorni — e passargli davanti in una speciale classifica tutta milanese: l’orgoglio, che in questa parte del mondo si traduce in deliziosa bausciaggine. L’avvocato Prisco, un fuoriclasse in materia, sarà contento.

Chi è il bauscia? L’uomo sicuro di sé, che trova modi insoliti per manifestare la propria gioia. Fanfarone? Entusiasta, diciamo. L’Inter di quest’anno è umana. Moratti — che ieri sera ha ricevuto un gran bel regalo di compleanno — vede, ride, gode; e, quando serve, tace (finalmente). Ibrahimovic ha avuto attacchi di bausciaggine cosmica, come quando ha reagito ai fischi con un gol, assisti e insulti. Maicon, finché ha retto, è stato provocatorio nel suo strapotere fisico. Balotelli è un bauscino doc. Ma il Bauscia of the Year— perdonate l’inglese, ma siamo a Milano — è José Mourinho, la cui sicumera lascia senza fiato. Se potesse estrarla e venderla, come fosse petrolio, sarebbe più ricco di Putin. Voi direte: e lei si vanta di queste cose? Sentite, fratelli d’altre fedi: per anni abbiamo dovuto virare sull’autoironia, per salvare la faccia. Un esercizio intellettualmente sofisticato e psicologicamente utile, di cui altri non sono stati capaci (i rivali e i cugini conoscono solo l’euforia e la depressione). Ora basta: ormai in Italia vinciamo sempre, dopo aver accantonato i motivi per cui prima perdevamo spesso (dimenticato, no). È normale che questo porti un po’ di sana baldanza. In materia d’umiltà, abbiamo dato.

La stagione di Milan e Juve si spiega anche così. La bausciaggine ha lasciato Vinovo e Milanello (vedete? vezzeggiativo umile, perché non l’hanno chiamato Fort Berlusca?). A Torino — a dire il vero — qualcuno bauscia doc ce l’hanno ancora (Camoranesi, Nedved), ma la gamba non segue più la testa. Gigi Buffon, per anni orgogliosa colonna della squadra, ha subito un evidente processo di de-bauscizzazione, che ha portato all’ansia. Anche la nuova dirigenza — Cobolli Gigli, Blanc, Secco, John Elkann — è poco bauscia. Non resta che affidarsi a Lapo e incrociare le dita. E l’altra squadra di Milano? Quali, al Milan, i bauscia pronti a offrire il petto al vento della Brianza e ai colpi del destino? Non stanno al Milan Lab, ormai trasformato in Clinica del Sonno (un prece per Dinho e Sheva). Possiamo mettere nella categoria presidente e amministratore delegato: ma non giocano. Anche Ringhio Gattuso — simpatico bauscia bau-bau - ha giocato poco. Chi scende in campo è bravo e umile (Pato), abile e reticente (Kaká), ragionevole (Zambrotta e Pirlo), saggio (Seedorf e Maldini). Dove sono i Gullit d’un tempo? Restano solo Puntina Inzaghi e Bladerunner Ambrosini, ma è meglio che quest’ultimo non mostri un altro cartello dal tetto di un autobus.

Welcome back, bauscia!, direbbero in Bocconi. Uno scudetto è una gioia infantile, e un po’ di festeggiamenti sono legittimi. Non troppi: l’arroganza è lo stile di qualcun altro e non ha portato bene. Diciamo che possiamo festeggiare una squadra che s’è dimostrata solida e sembra destinata a rimanerlo. Ora comincia il valzer degli addii (forse Ibra, magari Cruz, di certo Figo, Crespo, Vieira, Jimenez, Obinna), ma un bauscia non può essere sentimentale. Anche perché gli arrivi sembrano croccanti: il principe Milito, Quagliarella o Tevez, un paio di centrocampisti tosti e coi piedi buoni. È vero. Avessimo vinto la Champions, la stagione sarebbe stata trionfale. Ma diciamolo: Manchester e Barcellona, per adesso, sono un’altra cosa (bauscia sì, bamba no). All’Inter, in Europa, è mancata proprio la sicurezza di sé, la spavalderia che in Italia ha risolto tanto situazioni. Durante Inter-Manchester, a San Siro, i bauscia sembravano loro.

Ma lo scudetto non è una consolazione: è il primato nazionale, quello che consente, da oggi e per un anno, di incedere negli uffici e nelle scuole col passo del conquistatore. Toccherà agli altri, adesso, trovare la battuta salace, il commento riduttivo, la domanda perfida. Noi possiamo crogiolarci nei molti gol fatti, nei pochi subiti, nel culto di Zlatan. E poi il portiere più bravo, due tra i giovani migliori, San Cuchu Cambiasso, un allenatore ambizioso e divertente, sogni estivi di mercato, per sentirsi bambini sulle spiagge, a cinquant’anni. Welcome back, bauscia! 17 è bello, ma è a 18 che si diventa maggiorenni. Tempo di vincere la Champions, Mister Mou.

Beppe Severgnini
17 maggio 2009


LETTERE ALLA REDAZIONE 22/04/2009
Dopo diverso tempo ci (ri)scrive la fedelissima Gabriella che ci manda il bellissimo editoriale "STO CON BALOTELLI, MA..." ( editoriale di Sabine Bertagna from
www.24oredisport.com). Noi non lesiniamo nel pubblicarlo e ti ringraziamo di cuore.
Ciao e continua a scriverci.
 
"STO CON BALOTELLI, MA..."
Sto con Balotelli" è il leitmotiv di questi giorni, accompagnato da slogan come: no al razzismo, i cori di Juve-Inter sono deprecabili, bisogna fare qualcosa e via dicendo. Ma. Ecco la crepa. Sto con Balotelli, ma lui deve cambiare, sto con Balotelli, ma lui è un provocatore, sto con Balotelli, ma lui deve crescere. Crescere? Bravissimi, e dove? Nell'Italia che lui sarebbe felice di rappresentare indossando la maglia della nazionale? Nell'Italia in cui lui (per adesso) è felice di essere italiano? Un ragazzo bresciano con un particolare, oltre all'accento marcato: la pelle scura. I ma che abbiamo sentito e che sentiremo in questi giorni vanno radiati all'istante. Fossero saggi consigli diretti alla sua crescita di giocatore (e qui c'è sicuramente da lavorare) se ne potrebbe discutere. Ma provate voi a giocare con uno stadio intero (è davvero così esemplare la punizione, cara Juventus?) che vi apostrofa con quella parola, che solo a scriverla fa male (figuriamoci a sentirla cantare da una moltitudine): negro di m...Sì, perchè mentre tutti ti ricordano che non sarai mai uno di loro (e questo forse non è un male) tu devi anche pensare a non perdere la posizione sotto gli occhi attenti di Mou, a non sbagliare passaggio se no Ibra chi lo sente e a non farti provocare. Già, questioni di poco conto.

Il punto chiave di questa vicenda è che se a indignarsi con fermezza (anche attraverso la via del silenzio) sono soprattutto i diretti interessati, la Uefa e i giornalisti, nella folla comune non è riscontrabile un altrettanto deciso sentimento di condanna e sdegno. Anzi. Fatevi un giro su Facebook e date un'occhiata ai gruppi che riguardano Mario: uno a sostegno e una valanga contro, in continua riproduzione e con sempre maggiori volgarità. Insulti forti senza mezzi termini.

Dove sono finiti gli italiani che firmavano pubblicamente in ogni dove petizioni contro l'infelice frase del Premier che definiva Obama abbronzato? Dove siete? Mario non vi interessa? Forse perchè prima o poi dovremo fare i conti con quella cosa che si chiama integrazione? O forse perchè gridare al razzismo (quando risulta comodo) è la classica azione buonista di circostanza, piena di ipocrisia? Un paese ipocrita e incoerente, quello in cui crescerai, Mario e l'amarezza è tanta. Due pesi e due misure è il titolo del fondo di Tuttosport di oggi. Tutto vero. Mario non è Obama e il nostro è tutto fuorchè un paese civile.

Se puoi, non mollare, Mario!



18/02/2009 dopoderby
Ci scrive l'amico Consiglio e noi pubblichiamo volentieri:
Ti segnalo un un video di you tube in cui si vede chiaramente che l'intervento su Stankovic di Ambrosini era  rigore netto e espulsione...dobbiamo dire grazie a un nostro tifoso che era al meazza.
Ti chiedo il favore di metterlo su internet e diffonderlo il più che puoi!!!!!
Questi sporchi bilanisti e biuventini la devono smettere di rompere i c.....!!!!!!!!!!!!!!
Devi anche diffamare tutte le reti televisive che non hanno dato il giusto risalto a un episodio che a me era sembrato quantomeno dubbio!!!
Buon lavoro!
 

http://www.youtube.com/watch?v=bF24CrHGQ4c

Ciao.

Consiglio
Grazie Consiglio lo avevamo comunque giàinserito in un articolo da Lunedi, ma come diceve Prisco: repetita Juve (o juventini...)



in occasione del nostro compleanno abbiamo ricevuto diverse e-mail, tra tutte ne pubblichiamo una dell'amico Rocco:
Il seguente testo è stato spedito il 26.09.2008, alle 19:27:44 :

OLTRE AGLI AUGURI VOGLIO DARE I MIEI COMPLIMENTI PERSONALI AL CLUB E UNA RACCOMANDAZIONE SE MI PERMETTETE DA TIFOSO AL PRESIDENTE. DI MANTENERE CON GLI ANNI LO STESSO ENTUSIASMO DI OGGI PER FAR SI CHE QUESTO CLUB SIA SEMPRE VIVO. SEMPRE E SOLO FORZA INTER. 

Ti ringrazio caro Rocco, noi ce la metteremo tutta, ma come ben sai il difficile arriva adesso perché il primo anno è andato benissimo ma ripetersi è difficile. Noi con l'aiuto di tutti proseguiremo per migliorarci sempre!
Grazie, Virginio

Dalla fedelissima Gabriella riceviamo:

Dal sito di Christian Recalcati www.ilreca.it

Toni? 100 volte meglio StraordiMario!

Non chiamatelo “SuperMario”. Non chiamatelo “fenomeno”. Il CT della nazionale italiana sembrerebbe volerlo chiamare come un giovane calciatore qualunque, come un semplice ragazzo di belle speranze: “piccolino”, “cucciolotto” o semplicemente Balotelli, perchè il talentuoso campione non deve montarsi la testa. Non lo accetto e non lo accetterò mai. Si sono sprecati aggettivi lusinghieri su Luca Toni, inguardabile ai Mondiali e agli Europei, o su altri calciatori che ancora oggi non hanno dimostrato nulla, vedi, scrivi e sottolinea il nome di Amauri, 28 anni passati in provincia, quello della “formica atomica” Giovinco (3 anni più grande di Mario), del ventiduenne Marchisio o del promettente nuovo terzino sinistro bianconero, De Ceglie. Quest’ultimo, ci segnala l’anagrafe, è nato il 17 settembre 1986, quasi quattro anni prima del Signorino Mario Balotelli. Inutile ricordare i paragoni fatti per Pato: nuovo Ronaldo, nuovo Careca, nuovo Edmundo, nuovo Pelè, nuovo Zico, nuovo Kakà, nuovo Ronaldinho, nuovo Bebeto, nuovo Romario, per poi finire qualche mese dopo sui giornali quale nuovo “caso” Pato, panchinaro alle Olimpiadi (lui che da umile ragazzo rivelò che avrebbe segnato un gol a partita) ed escluso con tanti canti, allegri ma non troppo, dalla nazionale che avrebbe, qualche giorno più tardi, disputato un’importante partita di qualificazione ai prossimi Mondiali. Balotelli con tutti questi “fantacampioni” non c’entra nulla. Ha grande classe, talento, forza fisica, freddezza da autentico fuoriclasse, sa ricoprire più ruoli e sa calciare come pochi al Mondo. Lo dimostra il fatto che campioni come Figo, Cruz, Ibrahimovic, Chivu e altri, si inchinano davanti al piede del giovane talento, allontanandosi ad ogni calcio da fermo. La mentalità italiana è sbagliata e ai Mondiali del 2010 faremo una pessima figura se non ci adeguiamo. Marcello Lippi si deve rendere conto che per alcuni dei “suoi” calciatori, il 2010 sarà l’anno conclusivo di una lunga carriera o l’anno in cui potranno tifare Italia comodamente seduti sul divano di casa. Il girone di qualificazione in cui la nostra nazionale è stata inserita, è ridicolo, e proprio per questo motivo non si capisce perchè non cominciare da subito ad inserire qualche “giovanotto”, per creare un gruppo che possa vincere negli anni. Il CT ha convocato il 27enne Palombo, ma il centrocampo è l’unico reparto in cui non si dovrebbero fare esperimenti o inserimenti, se non quello di Montolivo. Non ci sono ragazzi di qualità pronti a subentrare ad alcuni “scoppiati” trentenni visti a Cipro? Mario Balotelli, Giuseppe Rossi, Domenico Criscito, Fabiano Santacroce, Matteo Rubin e l’escluso Antonio Cassano, potrebbero fare 100 volte meglio di Toni e di altri sopravvalutati, almeno in azzurro, calciatori


08 Settembre 2008 da Gabriella


ciao, sabato ho sfoggiato il nuovo cappellino e lo zainetto.
Molto molto glamour !!
saluti nerazzurri
GB


Email: edoardo
Il seguente testo è stato spedito il 26.08.2008, alle 16:43:25 attraverso il Suo formmailer:

salve amici,io abito in ortona ma per la tessera dei soci mi han chiesto ben 60 euro.non vi sembra esagerato?peccato che siam lontani farei volentieri la tessera con voi.Ciao complimenti e forza inter!!!


01 Agosto 2008 ci scrive Tonino e noi riportiamo:
Email: tonino
sono veramente contento che l'avventura del nostro club continua e cresce. oggi ho rifatto la tessera e ho preso la maglietta,bellissima! complimenti agli ideatori. un saluto al presidente, dirigenti e a tutti i soci presenti e futuri. buon lavoro e forza inter!!!



14 luglio 2008, con grande piacere riceviamo:
"Ciao. 
Sono un tifoso dell'Inter ed abito a Sulmona, dove non c'è più l'inter Club.
 Vorrei fare il tesseramento presso la vostra Sede, 
mi dite come posso fare Ciao Enzo"
E' chiaro che tutte le adesioni sono ben accettate, basta versare la quota associativa, 
anche tramite assegno non trasferibile, 
poi provvederemo noi ad inviare tessera e gadgets. 



14 luglio 2008 riceviamo e pubblichiamo
Ciao, 
ho trovato questa foto sul web, che se volete potete
inserire nella cartella striscioni:
il titolo che mi è venuto in mente potrebbe essere:
"L'invidioso mi loda senza saperlo" (Gibran Kahalil)

Saluti nerazzurri
Gabriella
tutta invidia ma noi siamo sportivi.jpg

 



 7 Luglio 2008 riceviamo e pubblichiamo 
Vendo le seguenti maglie originali di Roberto Baggio
maglia inter baggio 10 nike anno 98/99 nuova con cartellino prezzo 90 euro  
maglia dell'inter anno 99/2000 10 Baggio indossata da baggio!! con toppa lega calcio prezzo 200 euro trattabili 
maglia di baggio dell'italia 18 Baggio kappa originale a 40 euro taglia L usata ma in ottimo stato (8su10)

Chi fosse interessato può scrivere alla mail dell'interclub : interclubsansalvo@hotmail.it
****


3 Luglio 2008 riceviamo da Gabriella

DECO AL CHELSEA: L'INTER L'HA SCAMPATA BELLA!!!
dal sito di Franco Rossi
www.francorossi.com
Cari nemici e amici,
se siete tifosi dell’Inter potete brindare: il pericolo Deco è sfumato.

Probabile (almeno spero) che l’interessamento sfrenato per il portoghese sia stata una mossa fatta per confondere le acque visto che si tratta di un giocatiore che il meglio l’ha già dato e che viene da due stagioni abbastanza deludenti nella Liga.

E’ per questo che il Barcellona l’aveva messo sul mercato con una mossa (il presidente e l’allenatore che dicono: Zambrotta, Deco, Eto’o e Ronaldinho non ci interessano più, chi li vuole si faccia avanti) senza precedenti.

Va bene che Mourinho con Deco ha passato stagioni bellissime al Porto, va bene che lo stesso Mourinho ha dichiarato che lui non è uno di quegli allenatori che si portano dietro i giocatori dalle squadre dove hanno lavorato (ma Ferreira e Carvalho il Chelsea da chi li aveva comprati?) va bene che Moratti ha una passione per i giocatori tecnici (e Deco lo è), vanno bene tante cose, ma a tutto c’è un limite.

Non ho idea di come Scolari farà giocare il Chelsea, ma la speranza per i tifosi dell’Inter è che si impunti e non lasci andar via Lampard, un altro che ha già dato, che è inglese (quando mai uno di loro non ha trovato difficoltà in Italia?) e che con la sua nazionale, sia agli Europei che ai Mondiali ha sempre deluso.

E perché non guardare verso la Spagna, verso Barcellona?

Se è vero che Guardiola vuole Chivu tanto vale offrire il rumeno con una bella aggiunta e provare a prendere il ventiquattrenne Iniesta.

Iniesta si che sarebbe un gran colpo perché sono convinto che al contrario di Lampard non si limiterebbe a migliorare le squadra, ma la cambierebbe e di molto…

Perché non provare a prendere un giocatore bravo, giovane e che ancora il meglio deve darlo?

Iniesta, con la crescita di Balotelli (accusa qualche sbandata e dovrebbero seguirlo un po’ di più…) e magari quella di Pelè, servirebbe all’Inter per darsi una dimensione futuribile e non un “vivere alla giornata” che porterebbe solo delusioni…

Franco Rossi

******
26 Giugno Pubblichiamo con piacere la prima mail ricevuta da Gabriella (interista figlia d'arte)

Penso che questo elenco di motivi, stilato da Beppe Severgnini, vada assolutamente inserito in questo ns sito inter club di s.salvo
Ciao a tutti
Gabriella Bruno
32 motivi per festeggiare lo scudetto ( by Beppe Severgnini)
Siamo contenti del sedicesimo scudetto perché...

01) Abbiamo vinto per un pelo. E un pelo è più divertente di un cappotto.

02) Abbiamo sistemato il calendario. Il 5 maggio è tornato a essere la data della morte di Napoleone.

03) Abbiamo deluso i gufi. Hanno rimesso il becco tra le piume e per un po' staranno zitti.

04) Abbiamo dimostrato fantasia. Dopo lo scudetto triste del 2006 (parziale risarcimento del danno) e lo scudetto spensierato del 2007 (fin troppo facile), abbiamo vinto lo scudetto mozzafiato. Chissà cosa inventeremo adesso.

05) Abbiamo mostrato di reggere la tensione. Ora bisogna continuare così. A proposito: non siete già emozionati per la prossima stagione?

06) Abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare Milano nella Champions League. I cuginetti saranno infatti impegnati in Coppa UFFA. Scusate, UEFA.

07) Abbiamo saputo vincere con classe, che è difficile quanto perdere con stile. Ci sono squadre, in Piemonte, che non riescono a fare né una cosa né l'altra.

08) Abbiamo movimentato un campionato che, a gennaio, qualcuno aveva definito "noioso". Siamo o non siamo generosi?

09) Abbiamo concepito Julio Cesar, svezzato Maicon, battezzato Balotelli, adottato Chivu e Vieira, catechizzato Materazzi, cresimato Cruz, sposato Zanetti, resuscitato Cambiasso e santificato Ibrahimovic. Siamo o non siamo una squadra spirituale?

10) Abbiamo capito che un campione può tirare in porta facendo sci d'acqua (Ibra).

11) Abbiamo ascoltato la più sintetica definizione del rapporto tra televisione e calciatori: "Voi parlate, io gioco" (Ibra, sempre lui).

12) Abbiamo visto che Zanetti è impermeabile (alla pioggia, alle lusinghe, alle critiche, ai colpi bassi).

13) Abbiamo capito che Brescia non porta a Parma.

14) Abbiamo notato che Maxwell ha due piedini che sorridono.

15) Abbiamo avuto la conferma che Crespo è una persona seria.

16) Abbiamo rincalzi che, all'occorrenza, calzano (Jimenez, Rivas, Pelè, Burdisso, Suazo, Cesar, Toldo, Solari, Orlandoni).

17) Abbiamo una difesa che difende (26 gol subiti in 38 partite, 11 meno di Roma e Juve).

18) Abbiamo un attacco che segna (69 gol, tre in meno di Roma e Juve: ma che importa?).

19) Abbiamo una rosa che sembra un giardino. Due o tre innesti, via qualche ramo secco, e siamo pronti per la nuova stagione.

20) Abbiamo più formazioni noi che ragazze Ronaldo (e le nostre non riservano sorprese).

21) Abbiamo fatto felice Facchetti e non abbiamo fatto arrabbiare Prisco.

22) Abbiamo benedetto la pioggia di Parma. Finalmente s'è visto Mancini spettinato.

23) Abbiamo fatto contento Moratti che sta sorridendo dalle 16.17 del 18 maggio. A proposito, Presidente: ora può smettere. Altrimenti come riesce a lavarsi i denti?

24) Abbiamo conservato l'armonia cromatica. Il verde, il bianco e il rosso, sul nerazzurro, stanno proprio bene. Mai mischiare i colori.

25) Abbiamo la nostra percentuale di tifosi (?) violenti, purtroppo. Ma almeno ce ne vergogniamo.

26) Abbiamo vinto il 16° scudetto con 2 gol del numero 8: cabalisticamente perfetto. Ibra ha segnato al 17° del secondo tempo e dopo 17 minuti ne ha fatto un altro. Quindi, tranquilli.

27) Abbiamo saputo fare a meno per lunghi periodi di Samuel, Cordoba, Dacourt, Figo, Stankovic, Chivu, Adriano. Quando torneranno, potremo allestire due squadre. Sarebbe simpatico arrivare primi e secondi, ma è meglio non esagerare.

28) Abbiamo dimostrato che le capitali del calcio iniziano per M. Quest'anno Milano, Manchester, Madrid, Monaco di Baviera. Moratti e Mancini lo sanno?

29) Abbiamo reso felice Galliani, orgoglioso del successo di una squadra della sua città (suvvia, vice-presidente vicario: scherzavo!)

30) Abbiamo costretto il vecchio Lapo a rinunciare, per un giorno, allo champagne.

31) Abbiamo vinto contro la sfortuna, le chiacchiere, le illazioni, le recriminazioni, i corsi e i ricorsi, la stanchezza, la delusione europea, le aspettative, gli inevitabili malumori e le evitabili cattiverie.

32) Abbiamo vinto. 
 
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